9 fotografi per la terra
9 fotografi mostra fotografica

Un’idea che valeva la pena sviluppare; il progetto editoriale che l’ha mirabilmente resa concreta; la mostra che, riprendendo quelle pagine, è stata accolta nientemeno che da un’esposizione universale. Evidenziando tale percorso, vogliamo alludere a 9 fotografi per la terra”, il libro che, grazie alla selezione delle agenzie Magnum e Contrasto, ha racchiuso i reportages realizzati da alcuni artisti dello scatto e riconducibili: prima, ognuno a seconda del titolo, a una di tre aree tematiche – “Agricoltura”, “Cibo”, “Paesaggi”; poi, tutti insieme “inevitabilmente”, a una sola grande questione e cioè “Rapporto uomo-natura”. E come non poteva, una pubblicazione simile, diventare allestimento e trovare vetrina migliore che in “Expo 2015”?
Nove maestri della fotografia e le “indagini visuali” che hanno condotto su alcuni contesti socio-ambientali del nostro pianeta, immagini da sfogliare o da ammirare all’interno di spazi particolari – i cluster – dell’esposizione di Milano, contenuti straordinari che ora proviamo a descrivere, riservando anche la giusta attenzione ai loro prestigiosi autori.
Dal fronte “Agricoltura”: l’italiano Gianni Berengo Gardin (noto per le collaborazioni con il Touring Club, la Biennale di Venezia e l’architetto Renzo Piano) ha firmato la raccolta “Paesaggi di riso”, sguardo sulle coltivazioni del cereale nella Pianura Padana e in Cina; mentre la svizzera Irene Kung (prima pittrice, poi fotografa pluripremiata per il suo stile astratto e surreale) si è occupata di alberi da frutto e di legumi con “Il giardino delle meraviglie”.
Per l’argomento “Cibo”: l’americano Joel Meyerowitz (tra i pionieri della pellicola a colori, l’unico reporter presente a Ground Zero subito dopo gli attentati dell’11 Settembre) racconta ciò che produce la panificazione nei diversi angoli del globo con “Il pane del mondo”; il britannico Martin Parr (conosciuto per lo stile eccessivo e ironico con cui riesce a criticare consumismo e turismo di massa) esplora, attraverso “Oops… chocolate!”, l’universo del cacao e del suo amatissimo derivato per eccellenza; il brasiliano Sebastiao Salgado (profeta della denuncia di povertà, sfruttamento e affarismo nei paesi in via di sviluppo), in “Profumo di un sogno” (opera commissionata in origine da Illy nel 2002), focalizza il suo obiettivo sui luoghi dove si produce il caffè.
Sul versante “Paesaggi”: l’argentino-statunitense Alessandra Sanguinetti (che ha speso la sua formazione sulla relazione uomo-animali, per poi consacrarsi all’evoluzione dell’individuo e dei suoi rapporti familiari lungo lo scorrere degli anni) ha immortalato l’esistenza “esotica” di tre famiglie, residenti in punti remoti di Atlantico, Pacifico e Indiano, dedicandosi a “Tre oceani, storie di isole”; l’italiano Ferdinando Scianna (reporter intellettuale a caccia perenne di volti e posti che comunichino memorie) in “Mediterraneo, un mare di storie” ha ribadito (col bianco e nero) la sua “sicilianità” come prospettiva privilegiata per ritrarre le culture del bacino in cui si protende la nostra Penisola; l’americano George Steinmetz (che, dopo la laurea in geofisica, ha preferito impugnare la fotocamera a tempo pieno, fino a librarsi in volo col suo speciale parapendio a motore e ottenere inquadrature assolutamente inedite) ha consegnato alla nostra meraviglia le zone aride (anche quelle riqualificate e coltivate) viste dall’alto, offrendo “Vita nel deserto”; statunitense e assiduo “frequentatore” di National Geografic come Steinmetz, Alex Webb (guru della street photography e poeta del “confine”) si è concesso, da par suo, un diario di viaggio, sulle orme di antichi mercanti, con “La via delle Spezie”.
Sono nove, in un libro rivelazione, in una galleria capace di sprigionare luce anche all’interno di un palcoscenico enorme e ricco di proposte come “Expo 2015”, in un’operazione che raggiunge pienamente il suo scopo perché sa catapultare l’immaginario dei visitatori oltre le istantanee . 9 fotografi per la terra.