Lo Specchio dei Valori. La pubblicità come Arte e l’arte della Pubblicità.

E’ agli albori della società dei consumi che dobbiamo ricercare le origini della pubblicità, con la nascita del manifesto pubblicitario. Allora il manifesto e la pubblicità in generale – strettamente correlati all’attività commerciale – non acquisirono immediatamente il valore che gli riconosciamo oggi, a giudicare dal panorama delle mostre d’arte in corso dedicate all’argomento.

Mostre sull’arte pubblicitaria

Sono ben tre infatti le mostre che in questo periodo sono dedicate all’arte pubblicitaria o al periodo storico di inizio Novecento che ne vide la nascita. Prima fra tutte, una mostra a noi vicina. Si sta svolgendo infatti alla Fondazione Magnani Rocca di Parma, la mostra “PUBBLICITA!” in programma fino al 10 dicembre. Un percorso artistico che illustra la nascita della comunicazione moderna tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. E percorre le varie mode, gli slogan, la cultura del Paese mentre cominciava a conoscere il benessere e a familiarizzare con i concetti di status e consumismo. Le altre due mostre, rispettivamente a Trieste e a Treviso, dal titolo “Il Liberty e la Rivoluzione europea” e “Arti e Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari della collezione Salce” la stessa tematica, secondo prospettive differenti ma complementari.

La prima comunicazione pubblicitaria

Se ad inizio secolo i manifesti si rivolgevano al pubblico dell’alta borghesia del paese, con il passare del tempo la grafica pubblicitaria ha assunto sempre più un tono pop. Si è rivolta progressivamente al grande pubblico di massa, alle nuove classi medie che stavano sorgendo nel nostro paese, sensibili verso i nuovi valori veicolati dal consumo, ancora adesso primariamente rappresentati dall’iconografia pubblicitaria.

Le affiches pubblicitarie – riviste oggi – portano con sé la straordinaria potenzialità di riflettere le scelte quotidiane degli Italiani, mettendoci in contatto con quelle che dovevano essere le suggestioni dell’epoca, la sensibilità estetica, la scala di valori e, non da ultimo, il percepito dei vari prodotti o servizi. La cultura non era più solo quella tradizionalmente considerata “alta”, ma trovava espressione anche nei prodotti di largo consumo, e nei brand che li rappresentavano. Un cambiamento epocale di cui si sono fatti portavoce Marinetti e il circolo dei futuristi. Noi, col senno di poi, non possiamo che concordare con le loro provocazioni d’avanguardia: grazie alla pubblicità si è davvero imposto nel tempo un concetto più vasto di arte e cultura.

L’importanza storica dell’Agenzia Pubblicitaria

Un altro aspetto di interesse riguarda il nascere delle Agenzie Pubblicitarie. Con le nuove esigenze commerciali, negli anni ’20 del Novecento cominciano a sorgere anche nel nostro paese. Un esempio emblematico è la “Maga”, una vera e propria agenzia di comunicazione integrata ante litteram. Si occupava di tutto, dall’ideazione grafica fino all’affissione dei manifesti per le strade delle città, allora vere e proprie “piazze social”, luoghi strategici per le aziende per mettersi in luce. Proprio la Maga si avvalse, fino al 1938, anche di “Pugno nell’occhio”, una rivista che utilizzò per pubblicizzare i suoi servizi, e che rimane ancora oggi un reperto storiografico fondamentale per ricostruire la storia della comunicazione commerciale in Italia. Seguire la parabola degli stili e delle mode, i cambiamenti della società che portarono con sé, fa riflettere sul ruolo fondamentale che la comunicazione pubblicitaria ha svolto e svolge ancora adesso.

L’importanza dell’agenzia di advertising oggi

L’Agenzia di comunicazione svolge tuttora un ruolo strategico nel concepire e attuare strategie di comunicazione e promozione, con l’obbiettivo di veicolare valori, suggestioni, desideri, capace com’è di creare una sorta di aura attorno a semplici prodotti commerciali, rendendo “oggetti del desiderio”, nuovi svaghi, servizi e prodotti.

La moltiplicazione dei canali e l’assuefazione progressiva al messaggio pubblicitario hanno di certo abbassato la soglia-stupore del consumatore. Non basta più una grafica ben fatta, uno slogan e un jingle per fare la differenza. Per questo il ruolo delle agenzie oggi è ancora più sfidante di quanto non lo fosse all’epoca degli esordi. Nuovi e sofisticati strumenti e nuove modalità espressive alzano la posta in gioco. Ma la mostra “Pubblicità”, da cui abbiamo preso le mosse, ci ricorda come una comunicazione efficace, anche quando sia apparentemente semplice, debba essere anche sempre colta, frutto di sapere e conoscenza.

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