Campari: comunicazione pubblicitaria che celebra l’arte

E’ risaputo che Campari ha fatto della comunicazione a fini promozionali un suo cavallo di battaglia fin dagli albori della sua avventura aziendale. Nel caso in questione, la comunicazione pubblicitaria non si è solo limitata a determinare le fortune economiche dell’etichetta, ma si è trasformata in vero e proprio fenomeno di tendenza fine a se stesso, andando ben oltre la sua classica missione originaria.
Dallo scoccare del Ventesimo Secolo, l’azienda comincia a stringere un sodalizio dopo l’altro con i creativi che si segnalano maggiormente sulla scena italiana e internazionale. Un nome su tutti è quello di Fortunato Depero: fra gli Anni Venti e gli Anni Trenta il famoso pittore-scultore futurista assicura a Campari la sua prolifica collaborazione, culminata nella realizzazione della ormai mitica bottiglia conica del Camparisoda. Altre personalità artistiche che hanno prestato la propria opera alla casa di liquori sono state: il ritrattista Cesare Tallone, il cartellonista Marcello Dudovich, l’illustratore Leonardo Cappiello (già ispiratore di Depero), il disegnatore Carlo “Fisa” Fisanotti, lo scenografo Nino Nanni, i grafici Bruno Munari e Milton Glaser, i registi Federico Fellini e Tarsem, il pittore Ugo Nespolo.
Undici (per altrettante decadi di riferimento) le firme storiche citate, fra quelle che hanno creato la comunicazione pubblicitaria per Campari, come undici sono gli esponenti di street art che la gloriosa ditta milanese ha chiamato per celebrare proprio quei grandi designers che abbiamo elencato, in occasione dei 110 anni dalla costruzione dell’edificio che ospita la sua prestigiosa Galleria, a Sesto San Giovanni. Gli artisti contemporanei Boris Veliz, Geometric Bang, Imen, Ivan, Nais, Neve, Orticanoodles, Pao, Seacreative, Tawa, TvBoy hanno ricevuto il compito di rileggere la produzione figurativa degli illustri collaboratori del marchio attraverso l’”affrescatura” di parte del muro (neanche a dirlo, 110 metri lineari) che circonda lo stabile suddetto. Ne è nata una straordinaria testimonianza storico-culturale, che al tributo verso un rigoglioso passato ha affiancato la vetrina di uno splendido presente. Il progetto di riqualificazione territoriale – curato da Jacopo Perfetti, denominato RedVolution 2.0 e inaugurato il 17 Ottobre – si affianca a un altro evento “1904 – 2014. La Fabbrica del Campari. 110 anni di innovazione e successo per migliorare la città”, mostra ospitata all’interno del museo.