Carnevale di Viareggio, il colore dello spirito italiano

In Italia, non sarà una manifestazione tra le più antiche del suo genere, ma probabilmente, grazie alla creatività e all’organizzazione che la sostengono, è la più spettacolare, tanto da essere diventata un modello nel tempo: parliamo del Carnevale di Viareggio che, con la sua consueta sfilata di carri allegorici, compie comunque ben 142 anni.
La festa di cui scriviamo risale, infatti, al 1873, allorché la protesta di alcuni ricchi borghesi contro l’eccessiva pressione tributaria, prese una piega insolita e diventò occasione per girare mascherati sulle carrozze per le vie della città.
La kermesse versiliana dei carri, tuttavia, prese ufficialmente vita verso la fine del XIX secolo, grazie all’opera di veri e propri scultori, a loro volta spalleggiati dalla preziosa ed esperta collaborazione di fabbri e carpentieri, provenienti dai gloriosi cantieri navali.
Risorto più suggestivo di prima dopo la I Guerra Mondiale, nel 1921 il Carnevale di Viareggio ripartì a suon di musica con la banda che si ritagliò un posto fisso per tutte le edizioni successive e con la creazione di un inno mai più cambiato fino ai giorni nostri. Di due anni più tardi è, invece, la prima “animazione” di una maschera, frutto di marchingegni che, sempre aggiornati in virtù di tecniche nuove, hanno alimentato la “cifra stilistica” del festival in oggetto.
Con l’avvento della cartapesta, nel 1925, i costruttori arrivano a disporre di un materiale che si presta a svariate soluzioni creative, per cui continuano a cavalcare quell’evoluzione che farà la fortuna perenne di Viareggio e della sua sfilata.
Nel 1930, per il carnevale versiliano arriva anche una maschera ufficiale, Burlamacco, grazie al pittore Uberto Bonetti, che all’epoca curava i manifesti per promuovere il corteo mascherato.
Superata anche la Seconda Guerra Mondiale, il Carnevale di Viareggio viene scelto come oggetto della prima diretta esterna dalla neonata TV italiana, quasi un simbolo per la ricostruzione di un’intera nazione. L’allegra passerella toscana viene catapultata sugli schermi del Belpaese, poi addirittura in Eurovisione, cosicché un pubblico sempre crescente, moltiplicato a dismisura dalla tecnologia, può ammirare l‘arte mescolarsi alla satira e la cultura affidarsi a sapienti effetti speciali: è il trionfo del “Made in Italy” inteso anche come filosofia di vita, visto che il Carnevale è la perfetta metafora di uno spirito tutto nostrano di affrontare i problemi.
Viareggio in maschera, però, non è solo carri in movimento, ma anche tante iniziative parallele come feste di quartiere, veglioni e rassegne varie. Anzi, nel 2001, la rappresentazione che attira ogni anno sulle sponde del Tirreno migliaia di fan è stata consegnata definitivamente alla memoria collettiva con l’inaugurazione della Cittadella del Carnevale, meraviglioso complesso architettonico che ospita i laboratori per la realizzazione dei carri, la scuola della cartapesta, il museo multimediale dedicato ovviamente alla storia della rappresentazione versiliana e un’arena per gli spettacoli estivi.
E anche quest’anno, sempre in anticipo sulla Primavera, per l’Italia sboccerà un fiore da mettere all’occhiello: una tradizione che si perpetua, una leggenda che rivive, il Carnevale di Viareggio.
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