I Font per il Web Design. Prima parte: l’evoluzione dei web font.
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La scelta del font non è mai un’azione banale. Il carattere tipografico è equiparabile al tono della voce con cui viene pronunciata una parola, e racchiude nel suo significante, precisi significati: per esempio può suggerire eleganza o semplicità, riflettere lo stile che lo scrivente vuole imprimere alla comunicazione.
A partire dalla classificazione dei font tra serif e sans serif (tradotto dal francese “con grazie” e “senza grazie”): i primi, all’estremità, presentano allungamenti ortogonali con un effetto più elegante e formale; i sans serif (in italiano detti anche caratteri bastoni o lineari) invece sono più puliti, semplici, senza fronzoli, adatti a contesti in cui è importante la nettezza del tratto.
Abbiamo già fatto una piccola incursione nella storia dei font: dalla “rivoluzione” di Bodoni ai font più noti, il Times New Roman, l’Helvetica, fino al più “leggero” Comic San.
Del resto, dall’invenzione dei caratteri mobili, sono stati creati numerosi font, alcuni dei quali utilizziamo anche oggi su mezzi tanto diversi dalla carta, come quelli digitali.
Dedichiamo un altro breve capitolo proprio all’evoluzione dei web font allora, i caratteri più adatti per una comunicazione online.
Il rapporto tra il www e la tipografia è sempre stato difficile: adattare le regole di impiego dei caratteri della comunicazione tradizionale al medium digitale ha dato filo da torcere a molti web designer.
Negli anni ’90 gli sviluppatori di siti web hanno dovuto restringere le loro scelte a una breve lista di font standard (anche detti font web safe), cioè caratteri preinstallati sui pc di Microsfot e Apple, per garantire una giusta visualizzazione a tutti gli utenti. È l’era dell’omologazione: i re dello schermo sono Times New Roman, Arial, Verdana.
Il secondo step vede una maggiore libertà di espressione per il progettista web: si svincola dai caratteri fissi, ora può disegnare qualsiasi forma, usare qualsiasi layout, inserire animazioni e interazioni. Lo strumento che permette di fare tutto ciò è Flash: consente agli utenti di vedere il layout grafico anche se non installato sul loro dispositivo. Semplice no? Bastava un plugin Flash, un po’ di tempo libero, e la pagina si caricava come per magia, fino a quando anche Flash ha fatto il suo tempo.
Un altro importante cambiamento avviene con il linguaggio di programmazione CSS 3 nel 1998: incorporare i font non rappresenta più un problema, si possono integrare in modo semplice, in quanto vengono scaricati direttamente dal server web che ospita il sito. Grazie a questa novità i web designer hanno davanti a loro una potenziale e infinita scelta di web font: possiamo dire addio ai siti web dal layout “classico” e ai font usati e visti mille volte.
Infine parliamo di Google Font, uno strumento molto utile per i web designer: è un archivio open source che racchiude oltre 7.000 caratteri da utilizzare nei siti web. Una vasta selezione di font di alta qualità e creatività che garantisce al web designer molteplici vantaggi:
1. Velocità, i font di Google vengono caricati rapidamente e consentono di migliorare le prestazioni del sito.
2. Seo, un testo ottimizzato deve avere anche web font appropriati e Google lo garantisce.
3. Visualizzazione, i Google font garantiscono agli utenti la stessa visualizzazione, a prescindere che vi accedano da Mac, Pc, dispositivo mobile Android o iOS.
Ricapitolando: oggi i web designer hanno a disposizione tantissimi font, ma è bene – allo stesso tempo – non abusare di eccessi creativi né d’altra parte scadere nel banale. Il segreto di un efficace sito web sta nel coniugare leggibilità e fruibilità, deve essere semplice da usare e gradevole da vedere… in ciò la scelta di un font chiaro e leggibile ha il suo peso!
Appuntamento alla prossima puntata della rubrica… analizzeremo i font più usati nel web design e i trend emergenti.