Fotografia Europea
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È il 2006 quando il Comune di Reggio Emilia inaugura la manifestazione internazionale di Fotografia Europea. L’evento vuole porre in primo piano la fotografia come strumento privilegiato per riflettere sul complesso intreccio tra uomo e contemporaneità. Per questo, ogni anno, gli autori sono chiamati a confrontarsi su temi diversi. Per l’edizione 2015, prevista per i mesi di maggio, giugno e luglio, il tema scelto è Effetto Terra.
Sulla scia dell’Expo e le sue riflessioni indirizzate a esplorare territorio, energie e cibo, Fotografia Europea s’interroga su come la fotografia possa, in modo innovativo, rappresentare e comunicare nella sua funzione di documento gli stessi temi.
Un primo aspetto con il quale ci si scontra riguarda la rappresentazione del pianeta; molte delle immagini prodotte dalla scienza ci appaiono indecifrabili e le stesse rielaborazioni apportabili dalla tecnologia sull’immagine stessa possono condurre lontano dal reale.
In tale contesto si muovono due degli autori presenti al Festival. L’ungherese Gábor Kerekes è l’autore di immagini in perenne oscillazione tra memoria e realtà, natura e artificio, scienza e arte attraverso un approccio con il quale ha costruito un’enciclopedia personale dove trovano collocazione pianeti, pietre e paesaggi. Attraverso l’utilizzo di programmi informatici avanzati e la sperimentazione di tecniche di stampa risalenti alle origini della fotografia, Kerekes offre una visione del pianeta sospesa tra passato e presente, tra fisica e metafisica.
Asynchronous è invece un progetto visuale, suddiviso in capitoli, dello svizzero Jules Spinatsch, dove egli combina materiale esistente (prodotto a scopi educativi o promozionali) a video e fotografie realizzate da lui stesso, con lo scopo di porre in rilievo i risvolti ideologici e gli usi civili e militari della tecnologia nucleare e delle armi atomiche. Ne è nata così una riflessione per immagini su uno degli aspetti più controversi dello sviluppo tecnologico occidentale, ancora oggi simbolo dei fragili equilibri del pianeta.
Oltre a documentare le catastrofi e denunciare i conflitti, attraverso Effetto Terra Fotografia Europea vuole cercare nuovi equilibri tra le ragioni della natura e l’inevitabile agire umano, attraverso un’arte fotografica che sappia apportare un cambiamento e possa dare risalto a una natura potente e sublime ma anche vergine e calma. È quello che sembrano fare le immagini di Luca Gilli. Esse mostrano uno spazio fisico la cui percezione è letteralmente sconvolta da un eccesso di luce che attenua o cancella le zone d’ombra e compie una metamorfosi di volumi e materiali: ecco allora muri senza fine né angoli, scale che sembrano portare nel nulla, pavimenti diventati liquidi. Così, lo spettatore resta abbagliato da una bellezza dell’insolito che ridefinisce spazi e luoghi abituali.
Gilli, Spinatsch e Kerekes. Loro e molti altri vi attendono a Reggio Emilia per parlare di un pianeta terra che ancora vive e può essere abitato dallo stupore.