I 5 assiomi della comunicazione

Come si crea una strategia comunicativa efficace? Quali sono le regole da seguire? Quali sono i principi da conoscere per evitare errori? La comunicazione è una disciplina complessa, che evolve nei tempi, segue le evoluzioni dei media e delle nuove tecnologie. Nonostante sia una materia in trasformazione esistono delle regole generali, dei capisaldi: i 5 assiomi elaborati da Paul Watzlawick.

Watzlawick. Brevi cenni storici

Nel 1967 esce un libro che è diventato la base della teoria della comunicazione interpersonale: è “La pragmatica della comunicazione umana” scritto da Paul Watzlawick assieme a un collettivo di studiosi provenienti dalla Scuola di Palo Alto in California. Il focus attorno al quale ruota il libro è che ogni comportamento comunica un messaggio ed è, di conseguenza, da considerare una comunicazione. Comunichiamo con i gesti, con le parole e a volte lo facciamo in modo inconsapevole. È un aspetto fondamentale della vita quotidiana di ogni essere vivente ed esistono delle regole per creare un’efficiente comunicazione: i 5 assiomi.

1.Non si può non comunicare

Qualsiasi cosa scegliamo di fare o di non fare è comunicazione. Esprimiamo costantemente qualcosa, anche quando cerchiamo di non rivelare niente. Ad esempio, quando non si ha voglia di parlare con qualcuno a un tentativo dell’altro di iniziare una conversazione, ci si limita spesso ad accennare un sorriso: non viene detto nulla, eppure si sta comunicando in modo eloquente.

2. Ogni comunicazione veicola un contenuto e una relazione

Quando diciamo qualcosa a qualcuno, non gli passiamo solo un’informazione ma esprimiamo – attraverso il tono, la postura e la scelta delle parole – in che relazione ci poniamo nei suoi confronti. Ogni volta che ci si rapporta con qualcuno, qualsiasi sia il mezzo utilizzato, bisogna prestare attenzione alla relazione che si veicola, perché potrebbe far risultare controproducente la comunicazione.

3. La natura della relazione dipende dalla punteggiatura della comunicazione

Prendiamo in considerazione un evento: un’azienda decide di aprire un nuovo stabilimento. Da una parte si potrebbe mettere in risalto il fatto che il nuovo stabilimento aumenterà l’occupazione in quel territorio, dall’altro – assumendo un’ottica ambientalista – ci si potrebbe concentrare sul fatto che costruendo il nuovo stabilimento verrà disboscata una zona che, invece, andrebbe protetta per la sua biodiversità.
L’evento è lo stesso, ma la prospettiva e gli effetti sono del tutto differenti.

4. La comunicazione può essere sia analogica che digitale

Watzlawick definisce come “digitale” la comunicazione verbale, mentre “analogica” quella non verbale. Quando si deve veicolare un’informazione è importante scegliere bene il come: a volte le parole sono indispensabili, altre volte sono di troppo. Perché la comunicazione sai efficace è necessario che questi sistemi coincidano: tutte le componenti devono trasmettere il medesimo messaggio.

5. Le interazioni possono essere simmetriche o complementari

La comunicazione simmetrica si verifica quando gli interlocutori hanno una comunicazione alla pari, mentre quella complementare si presenta quando uno dei due si pone su un piano superiore. In questo ultimo caso la persona che si sente superiore (one-up) cercherà di mettere l’altro interlocutore in una posizione subordinata (one-down). Esempio: quando una mamma ordina al figlio di sistemare i giocattoli sta mettendo in risalto che si trova in una posizione di superiorità.

La comunicazione efficace

Quando possiamo definire una comunicazione “efficace”? Quando tutti gli assiomi vengono rispettati e quando:

  • Il codice è corretto, quindi si utilizza un linguaggio adeguato alla situazione in cui ci si trova
  • Il codice non viene alterato in modo da evitare fraintendimenti
  • La comunicazione è in linea con il contesto
  • Pause e punteggiatura sono ben definite
  • Comunicazione digitale e analogica coincidono
  • Ci sia ascolto da entrambe le parti

Queste sono buone regole per imbastire una comunicazione, valide anche quando ci si sposta in ambito web marketing. Quando un’agenzia si trova davanti a un progetto di comunicazione dovrebbe tenere in considerazione gli stessi assiomi visti sopra: si dovrà utilizzare un linguaggio adeguato al target di riferimento, deve essere chiaro, funzionale e non fraintendibile, il messaggio (testo e immagine) devono essere in linea con la mission, i valori, il know how e gli obiettivi aziendali e devono riflettere la brand identity dell’azienda. I 5 assiomi di Watzlawick sono ancora oggi un utile strumento!

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