Alla base della scrittura innovativa: ecco la "Lettera 35"

La storica macchina dell’Olivetti, uno dei simboli della scrittura innovativa negli anni ’70, ha fatto il suo ingresso nel nostro angolo “vintage”, sempre pronto ad accogliere testimonianze di quel passato che, una volta, si definiva con orgoglio “futuro”.
Cabiria, per sua natura, da sempre guarda al futuro, strizzando l’occhio all’innovazione: non a caso, ad oggi, stampa digitale, web e social communication rappresentano i punti di forza della nostra cooperativa sociale. Non bisogna però mai incappare nel grave errore di ignorare le proprie radici: è per questo che, all’interno dei nostri uffici, abbiamo allestito un piccolo angolo “vintage”, che accoglie vecchi esemplari di macchine fotografiche e da scrivere. Affascinanti testimonianze di un passato che, solo 50 anni fa, si chiamava “futuro”, ma che comunque ha contribuito allo sviluppo della cosiddetta scrittura innovativa.
La “Lettera 35” è l’ultima arrivata nel nostro “museo”: ideata dal designer Mario Bellini nel 1972, rappresentava un restyling della più attempata “Lettera 32”, lanciata sul mercato 9 anni prima dalla Olivetti e presente anch’essa nella nostra collezione. La più celebre di tutte le macchine da scrivere –  di cui abbiamo, purtroppo, solo un poster – è però la mitica “Lettera 22”, fiore all’occhiello dell’azienda di Ivrea. Fu progettata nel 1950 da Marcello Nizzoli, designer e architetto di successo diplomatosi proprio a Parma, all’Istituto d’arte Toschi.
Due firme a dir poco leggendarie come Indro Montanelli ed Enzo Biagi ebbero nella “Lettera 22” un’inseparabile compagna di lavoro: la sua praticità e comodità d’uso la resero, fin da subito, il simbolo del giornalismo italiano, della modernità e della scrittura innovativa dell’epoca. I colpi, spesso energici, dei polpastrelli sui tasti, il rumore del carrello che scorre e l’inconfondibile “dling” a fine riga hanno lasciato spazio, negli anni, alla più silenziosa videoscrittura: l’immaterialità, alla fine, l’ha spuntata. Ma Cabiria non dimentica, e cerca di togliere la polvere dai ricordi.