Il marketing etico e il caso Lush: artigianalità e sostenibilità.

Nata a Poole, una cittadina nel sud dell’Inghilterra, nel 1995 Lush conta oltre 11 mila dipendenti, più di 900 negozi in 49 Paesi e un fatturato di oltre mezzo miliardo di sterline. Cifre da capogiro, segno della grande popolarità di un marchio premiato per la sua originalità e, soprattutto, per la decisione di compiere scelte controcorrente.
La mission di Lush si può riassumere con una sequenza di parole: eticità, rispetto e ambiente. Fin dalla fondazione Lush ha puntato su prodotti e cosmetici freschi, creati in modo artigianale (sì, avete capito bene… a mano!), dove le materie prime sono frutta e verdura fresca. Il 36% dei prodotti inoltre non ha packaging, e nessuno è testato sugli animali.
Insomma, in un settore come quello della cosmesi – fatto di alti livelli produttivi e di prodotti “globalizzati” – Lush è riuscita a creare un modello improntato sull’artigianalità e sulla manodopera.

Un brand internazionale e locale

Lush si distingue dai competitor anche per l’adesione a numerose campagne sociali. Nel corso di questi anni più volte il suo staff è sceso in campo per manifestare contro la sperimentazione sugli animali, contro i tagli dei sussidi per i disabili, a favore delle unioni civili e dell’apertura delle frontiere per i migranti. La vendita di molti suoi prodotti, inoltre, viene spesso destinata ad associazioni benefiche – molto spesso locali – con l’obiettivo di dare un sostegno concreto e tangibile alle popolazioni. Anche i fornitori molto spesso appartengono alle piccole comunità per limitare l’impatto ambientale.
La strategia di marketing del brand è un mix di semplicità e innovazione: come spesso riportato nelle interviste al suo Ceo, Mark Constantine, Lush non investe in comunicazione e pubblicità, ma predilige investire risorse in altre attività. Una per tutte, il design dei suoi negozi: un mood riconoscibile, accogliente, invitante, completamente differente rispetto agli ambienti bianchi e “luccicosi” dei competitor. Un’altra precisa strategia di marketing sui social media, è la scelta di presentare il proprio brand attraverso i volti, i sorrisi, il carattere dei dipendenti.

Un marketing fedele a se stesso

Il vademecum di Lush è un insieme di principi “onerosi” che sono un impegno vincolante da rispettare. Ed è proprio questa la caratteristica principale del brand: che si parli di una piccola produzione o di una fornitura a livello globale, Lush rimane fedele a se stessa. Optare per un marketing etico significa avere coraggio, andare oltre le regole e i dettami imposti dal mercato, ma anche stringere con il consumatore un patto forte che dovrà essere sempre rispettato.

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