24 fotogrammi al secondo! La stop motion nelle pubblicità.
stop motion pubblicità

Le tecniche di ripresa cinematografica, pubblicitaria e di animazione si sono sempre più evolute negli anni, fino al quasi totale coinvolgimento dello spettatore con la tecnica del 3D.
Ma oltre alla tridimensionalità esistono altre, particolari tecniche di realizzazione video che, sebbene non utilizzino effetti speciali, racchiudono nei cortometraggi prodotti qualcosa di speciale e molto creativo.
Parliamo ad esempio della tecnica “Stop Motion”, forse poco conosciuta, ma di cui sicuramente ognuno di noi avrà visto qualche filmato. Chiamata anche “Passo Uno”, questa tecnica utilizza solitamente 24 fotogrammi diversi per ogni secondo di video.
La Stop Motion richiede al video maker pazienza e precisione per la realizzazione di diverse fotografie che, solo in un secondo momento verranno montate per creare il cortometraggio.
In ognuno di questi fotogrammi consequenziali il movimento degli oggetti o delle persone immortalate è minimo. Vengono infatti simulati, in ogni scatto, i singoli, esigui e spesso impercettibili spostamenti dell’oggetto in moto o quelli della persona intenta a compiere un’azione. La tecnica del “Passo Uno” cerca, in questo modo, di garantire la fluidità del movimento e del video.
Negli anni sono stati creati diversi capolavori cinematografici in Stop Motion come “Viaggio nella luna” di Georges Méliès del 1902, e lungometraggi di animazione come “Galline in fuga”, prodotto da Aardman Animations e DreamWorks, o i famosissimi personaggi “Wallace e Gormit” creati da Nick Park della Aardman Animation.
Ma anche pubblicità. Osvaldo Cavandoli negli anni di Carosello, ad esempio, animò in Stop Motion i suoi famosi personaggi Carmencita e Caballero. E ancora oggi, nonostante le tecniche di ripresa si siano evolute verso una sempre più frequente digitalizzazione, rimangono ancora molti gli esempi, in cui, proprio per la creatività e magia di questa tecnica, la Stop Motion è ancora spesso utilizzata dai video maker.
È il caso per esempio della pubblicità Moleskine del 2010, in cui la famosa agenda si anima rappresentando nelle varie pagine di carta i diversi impegni giornalieri in terza dimensione.
O ancora, la Nokia, per promuovere il suo nuovo telefonino Nokia N8, nel 2011 creò il più grande set per realizzare un video in Stop Motion, ripreso, tra l’altro, proprio con un Nokia N8 al fine di evidenziarne le capacità tecniche della fotocamera.
È spettacolare lo spot, che ritrae uno sventurato pescatore in mare, ma anche il making of delle riprese, che mostra l’enorme lavoro e i vari step di realizzazione del video.
Ma gli esempi non finiscono qua: vi suggeriamo di gustarvi anche i divertenti spot di xBox e Kindle.
Nonostante la digitalizzazione delle tecniche di produzione video, la Stop Motion nata agli inizi del 1900 come primissimo esperimento per introdurre elementi di magia ed effetti speciali nei cortometraggi dell’epoca, è rimasta in uso, rimodellata nelle forme, ma non nella sostanza. Molti sostengono che negli anni ’70, quando iniziò a comparire la digitalizzazione, la Stop Motion risultava essere più economica, ma forse anche la sua peculiarità di rendere i lungo-cortometraggi come fuori dal tempo continua ancora ad ammaliare e stupire gli spettatori.