La comunicazione ai tempi del Covid 19. Storie di brand

Il Covid 19 ha rivoluzionato le nostre vite. È mutata la nostra routine quotidiana, il nostro modo di lavorare, di rapportarci con gli altri e il nostro modo di comunicare. Nel corso di questi mesi la rete è stata al centro della vita da isolamento: durante il lockdown abbiamo assistito a concerti e djset virtuali su Instagram, interviste in streaming, webinar, corsi di fitness e yoga online.

Ci siamo reinventati tutti e anche le aziende si sono adeguate a un nuovo modo di comunicare e offrire il proprio prodotto. L’esempio classico ci viene dal settore del “local food”: pasticcerie, ristoranti, pizzerie hanno investito molto sulla consegna a domicilio. Ma non solo: in questo articolo abbiamo raccolto alcune delle iniziative nate nell’era del Covid 19.

Al museo, ma dal divano

Uno dei primi settori che si è mosso verso la condivisone in streaming è stata la cultura e in particolare l’arte. Anche se di primo acchito può sembrare strano (l’arte, per definizione, presuppone uno spostamento) le iniziative promosse hanno avuto un grande successo. Musei come gli Uffizi di Firenze, i Musei Vaticani, la Galleria Brera di Milano, il Prado di Madrid hanno messo a disposizione, gratuitamente, degli utenti dei tour virtuali. Così, dal divano, abbiamo avuto la possibilità di passeggiare per i corridoi e per le stanze dei musei più importanti al mondo, ammirando quadri e statue.

Lezioni di design, ma in pigiama

Tra le tante iniziative a cui abbiamo assistito citiamo quella di Chiara Alessi – scrittrice, critica e curatrice di design – che su twitter ha dato vita a #designinpigiama, delle piccole “trasmissioni” di un paio di minuti sulla storia del design. Rubriche molto interessanti che hanno affrontato, ad esempio, la storia del design della moka, della celebre macchina da scrivere Valentine o, ancora, della famosa lampada da tavolo Eclisse.

Ripartiamo, ma da casa

#ripartiamodacasa questa la campagna lanciata da Ikea. Il colosso svedese, dopo aver chiuso tutti i suoi stabilimenti in Italia, non ha abbandonato i suoi utenti, al contrario si è fatta promotrice di una serie di eventi giornalieri con lo scopo di fornire idee e ispirazioni su come vivere al meglio la propria quotidianità all’interno delle mura domestiche. Alcuni esempi: video ricette in collaborazione con gnambox, lezioni di yoga con l’insegnate Martina Sergi, corsi di pittura o su come riorganizzare gli spazi con dipendenti della stessa Ikea. Un “palinsesto” ricco di eventi che ha visto la partecipazione attiva di moltissimi utenti.

Nuovi loghi, ma a distanza

L’emergenza sanitaria ha visto la scesa in campo di tantissimi brand che hanno promosso il distanziamento sociale e lo hanno fatto attraverso il restyling del proprio logo. Alcuni esempi: McDonald’s ha separato i suoi celebri archi, Chiquita ha pubblicato su Instagram il suo logo senza la celebre mascotte Miss Chiquita e il copy “I’m already home. Please do the same and protect yourself”. E ancora Kappa ha riadattato il suo iconico logo allontanando gli omini e Coca Cola ha distanziato le lettere che compongono il suo logo per veicolare il messaggio “Essere separati è il modo migliore di stare insieme”.

Lontani, ma vicini

Il Covid 19 ci ha messo a dura prova, abbiamo dovuto reinventarci, adottare nuovi comportamenti e nuove abitudini. Rinunce non sempre facili. E, come abbiamo visto, questo cambiamento ha interessato anche la comunicazione delle aziende. Per la prima volta si è creata una sorta di comunicazione globale, senza distinzione geografica. Tutti gli esempi che abbiamo riportato (e l’elenco sarebbe molto più lungo) esprimono la volontà dei brand di comunicare un’appartenenza a una condizione comune, sono messaggi di speranza e di supporto, con il fine di farci sentire meno soli.

Siamo lontani, ma torneremo vicini.