Social Media che vai, registro che trovi. Come scrivere sui Social.
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Scrivere è un’azione sempre profondamente condizionata dal contesto in cui si elabora e dal supporto cui è destinata. Nell’ambito della nostra rubrica sulla scrittura, abbiamo già affrontato il tema su come si legge e si scrive sul web : approfondiamo in questo articolo i diversi stili, registri, trucchetti adatti per i diversi social network.
Sui Social non basta saper scrivere bene, ogni piattaforma digital ha regole proprie ed è necessario conoscerne le metodologie, i limiti e le tecniche comunicative.

Prima regola da ricordare: il messaggio da comunicare si deve differenziare di Social in Social.

Partiamo dalla piattaforma più usata in Italia e nel mondo : Facebook.
Il Social inventato da Zuckerberg ha influenzato profondamente il nostro modo di relazionarci e – di conseguenza – di comunicare con gli altri. Per la sua natura di “agorà” Facebook si presta a contenuti “popolari”, di massa, incentiva le discussioni, il dialogo e le conversazioni. Questo può rappresentare un’arma a doppio taglio: da un lato vengono privilegiati contenuti “pop”, dall’altra parte occorre saper raccontare storie uniche per differenziarsi (questo concetto vale sia per le pagine personali che per quelle aziendali). Una buona strategia comunicativa su Facebook deve includere pertanto un mix di post divertenti, utili, in grado di dire qualcosa di nuovo.
E la lunghezza vi chiederete? Il Social predilige testi brevi ed esaustivi. Nonostante non ci siano regole fisse, il post “perfetto” dovrebbe stare sotto i 100 caratteri (c’è chi parla addirittura di 40) per ricevere un engagement e un numero di like maggiori.
Un altro trucchetto che può aiutare a “stimolare” la community sono le query (porre domande può aiutare a stimolare l’attenzione e la curiosità di chi legge) e le call to action, ovvero frasi imperative che chiedono ai lettori di compiere un’azione, come lasciare un contenuto o postare una foto.
Un punto importante, che accomuna tutte le scritture sui Social, è il tono di voce “implicito”: non esiste linguaggio del corpo, non ci sono sorrisi o occhiolini, ma solo parole pure impresse su uno schermo. In questo contesto il fraintendimento è dietro l’angolo e per sopperire a questo deficit – oltre all’uso sapiente delle singole parole, della punteggiatura e della struttura della frase – si può ricorrere alle emoticon. Uno smile conferirà un tone of voice simpatico, mentre una faccina che piange darà tutt’altro significato al post.
Le regole che valgono per Facebook sono diametralmente opposte rispetto a quelle adeguate per Linkedin. Linkedin nasce infatti come piattaforma business, di conseguenza i post raggiungono un’audience professionale, internazionale, bussines oriented.
Scrivere un post su Linkedin significa promuovere se stessi o la propria attività, fare della brand awareness. Occorre quindi pubblicare testi che rispecchiano il posizionamento aziendale o l’identità professionale.
Il social business predilige contenuti di attualità, informativi, rilevanti: il registro da utilizzare su Linkedin deve essere “alto”, “professionale”, deve mettere in luce le competenze, le qualità, i plus della vostra azienda o della vostra figura professionale.
Un piccolo consiglio: inserite sempre il link che rimanda all’articolo completo e non pubblicate di sabato e domenica. Linkedin ha il maggior numero di visualizzazioni durante la settimana e, in particolare, prima e dopo l’orario lavorativo.
Come abbiamo visto le scritture sui Social non sono tutte uguali: ogni piattaforma ha delle regole precise, che occorre rispettare se si vuole ottenere un elevato engagement e promuovere nel modo adatto il proprio business o la propria pagina personale.
Ma i Social sono tantissimi! Fra i tanti, nella prossima puntata, abbiamo deciso di analizzare gli stili di scrittura adatti a Twitter e Instagram, piattaforme molto popolari ed emblematiche perché rappresentano due modi specifici e diversi di fare Social e quindi di comunicare.