Al bando le fake news: come Facebook corre ai ripari

Con i social media – in particolar modo con Facebook – siamo bombardati di news. Il diritto di cronaca è diventata un’attività per tutti, causando un problema di correttezza e trasparenza dell’informazione. Le cosiddette fake news pongono infatti interrogativi di carattere etico e filosofico da non sottovalutare. Le bufale sono “pericolose per la comunità e rendono il mondo un luogo meno informato“, come sostenuto da Adam Mosseri, responsabile del News Feed di Facebook. Come comportarsi allora?

Le linee guida di Facebook: come scoprire le fake news

Per risolvere lo spinoso problema delle fake news, Facebook ha stilato delle linee guida ad uso utente per capire quando ci troviamo di fronte a una bufala:

  • Diffida dei titoli che tendono al sensazionalismo

  • Non ti fidare delle Url fasulle o di quelle che sono molto simili a una fonte attendibile

  • Fai attenzione alla formattazione e all’impaginazione del testo. Molto spesso le fake news contengono errori di battitura

  • Verifica la fonte, “la fonte della fonte” e la loro autorevolezza

  • Fai una piccola ricerca: se l’avvenimento che stai leggendo non appare su nessun altro quotidiano potrebbe essere un fake

  • Cerca di capire se potrebbe trattarsi di una news satirica

  • Controlla che le immagini non siano ritoccate

  • Usa le tue capacità critiche

Le armi per combattere le fake news

Il vademecum stilato da Facebook offre spunti e consigli, ma – di fatto- non elimina il problema. Il tema della post-verità è tanto attuale quanto di difficile decifrazione: come combattere le fake news? Prima di tutto occorre vedere il problema da due punti di vista ben distinti: dal lato dell’utente e dalla parte del produttore di informazioni.

Per quanto riguarda il lettore, c’è bisogno di mettere in campo un pensiero critico, inteso come la capacità di sviluppare un processo di analisi, valutazione e discernimento di fronte alle notizie. In altre parole l’immensa community web (ma questo vale anche per i “vecchi” lettori del cartaceo) dovrebbe accogliere il dubbio, quando necessario, e non prendere per vere tutte le informazioni che appaiono su social media e siti web. Dal lato dello scrittore, invece, chi produce le informazioni deve fare uno sforzo maggiore perché, come dice Annamaria Testa, pubblicare buone notizie è più difficile che pubblicarne di cattive. Le informazioni corrette, infatti, sono meno sensazionaliste, meno moderne, meno accattivanti, più complesse e più delicate… E di conseguenza chiedono un lavoro molto più approfondito: studio dell’argomento, ricerca e verifica delle fonti autorevoli, creazione di testi oggettivi e dimostrabili.

Lettore & scrittore

Il problema delle fake news, naturalmente, non riguarda solo Facebook, ma in generale rappresenta un ostacolo per tutti i tipi di informazione. Che si tratti di carta o web, la giusta soluzione sta nella collaborazione fra due attori, reponsabili ognuno per la sua parte: un giornalismo accurato, sapiente e minuzioso e un pubblico di lettori capace di ragionare, curioso di capire e di conoscere la realtà dei fatti. Lettore & Scrittore, uniti dalla fame di verità!