Non basta dire Social Media. La complessità del SMM.
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Come abbiamo visto nell’articolo precedente, il Social Media Marketing – altrimenti detto SMM – è oggi un’opportunità irrinunciabile per qualsiasi attività o impresa. Si va confermando infatti come uno stabile punto di riferimento per gran parte delle persone, che sempre più spesso navigano da mobile. Il che significa che c’è una platea enorme di lead, potenzialmente sempre raggiungibile, come possiamo vedere dai dati riportati in questo articolo.
Come utilizzare in maniera appropriata le varie piattaforme?
I Social sono molti e differenti per utenza, linguaggi, obiettivi comunicativi. È necessario conoscerli per usarli al meglio e beneficiare il più possibile di questo nuovo ecosistema comunicativo ed economico.
Ma prima vale forse la pena, a maggior ragione per l‘apparente semplicità e immediatezza del mondo social media, fare un breve preambolo sulle professionalità specifiche di questo campo. Non sempre infatti sono trasparenti nelle loro funzioni per una persona che non sia esperta del settore. In effetti molte competenze sono al confine tra le diverse figure del social media marketing, ovvero tutte quelle pratiche di marketing on line che si esercitano sulle varie piattaforme.
Ecco allora le principali figure professionali del social media marketing.
Molto spesso citati, ci sono gli sviluppatori e i web designer, anche se– da tecnici quali sono – fanno parte a sé. Sono infatti utili e in alcuni casi determinanti, soprattutto per livelli elevati di produzione e gestione di servizi social; ci riferiamo ad esempio allo sviluppo di certe app di implementazione o alla necessità di inserire progetti grafici particolarmente sofisticati.
Il Re o la Regina dei professionisti sono invece i content manager, coloro che realizzano i contenuti, ovvero l’oggetto dei piani strategici e operativi dei social media manager che hanno appunto il compito di distribuirli. Queste due figure possono anche coincidere, specialmente nel contesto di piccole agenzie di comunicazione o di singoli professionisti.
Ma è il digital marketing manager la figura strategica più specifica per interventi che richiedono un investimento mirato di advertising o comunque finalizzato alla CTA e al ROI. Vedremo nei prossimi appuntamenti, nella nostra piccola guida itinerante, il significato di queste sigle. Basti sapere ora che riguardano le fasi finali della catena di marketing, quelle in cui portiamo il nostro utente a diventare prima contatto, cliente poi. Pratiche che ci consentono di misurare in termini concreti quanto abbiamo ricavato dai nostri investimenti.
C’è social media e social media.
Un altro punto da non sottovalutare è la differenza a volte abissale che esiste tra un social e l’altro, sia per la tipologia dei servizi che offre, che per il target modello a cui ognuno di essi idealmente si rivolge. Punti che affronteremo nel prossimo articolo.
Per ora concludiamo questa seconda puntata con questa importante specifica che riguarda ogni social, ovvero il linguaggio.
Ogni piattaforma, essendo destinata a una precisa funzione comunicativa e relazionale, ha i suoi strumenti e le sue metriche, adotta e ammette precise convenzioni e regole di comportamento, linguistiche e di stile. Di cose che si possono scrivere e altre che è meglio tacere. Di argomenti che è d’obbligo oppure consigliabile trattare. Proprio come non andremmo a un gran ballo in pigiama (a meno di non voler deliberatamente compiere un atto “rivoluzionario”), così dobbiamo conoscere questa netiquette che è divenuta ormai un vero e proprio galateo digitale, avendo assunto una concreta rilevanza sociologica. E se in alcuni casi le regole sono valide per tutte le piattaforme, in altri sono esclusive di questo o di quel social media. Le vedremo affrontando, a suo tempo, lo specifico comunicativo di ogni contesto social.