TikTok, la storia del social più trendy del momento

Ne avete sicuramente sentito parlare, avete visto influencer e vip utilizzarlo…Stiamo parlando di TikTok, il social del momento. Storia, funzionalità e perché usarlo.

La storia di TikTok

TikTok nasce dall’idea dell’imprenditore cinese Zhang Yiming. Laureato in ingegneria informatica, detentore di una quota di Bytedance (colosso cinese che gestisce piattaforme internet e sviluppo app su sistemi di machine learning), intuì la crescente influenza del suo Paese nel settore della tecnologia. Mosso da questa idea, nell’agosto 2018, lanciò TikTok dopo aver acquistato il già noto Musical.ly, con l’obiettivo di – come si legge sul sito – “far sì che chiunque nel mondo possa dare libera espressione alla propria immaginazione”.

Come funziona TikTok

Il focus è il doppiaggio: il social mette a disposizione migliaia di audio di canzoni e di film, ricercabili tramite hashtag e una serie di strumenti di editing. In poche e semplici mosse l’utente (che deve avere minimo 13 anni) può interpretare chiunque e pubblicare video nel feed. Lo slogan di TikTok è “Make every second count” (fai che ogni secondo duri) ed è proprio la sua parola d’ordine: i video devono essere brevi, con una durata compresa dai 15 ai 60 secondi.
Per impostazione predefinita tutti gli account sono pubblici. È possibile anche inviare messaggi, ma solo ai propri amici. Il social ha superato ben presto i confini cinesi e oggi conta – globalmente – oltre un miliardo e mezzo di utenti attivi, 700 milioni di utenti attivi al mese.

Il goal di TikTok sta nell’essere un’app essenziale, divertente, che usa la musica per suscitare risate. Senza dimenticare i vantaggi per artisti emergenti: chiunque, infatti, può caricare in pochi secondi un brano inedito e sperare che diventi una hit. TikTok, quindi, come un veicolo per autopromuoversi.

I lati oscuri di TikTok

Nonostante la storia di TikTok sia molto breve, sono già aperte controversie e dubbi. Un esempio è il governo indiano che ha deciso di bannare l’app dagli store con l’accusa di aver contribuito a diffondere materiale pornografico e pedopornografico. O ancora gli USA che accusarono il social di aver raccolto illegalmente dati sui minori (con una conseguente multa di oltre 5 milioni di dollari).
Un’inchiesta del Washington Post ha portato alla luce un altro argomento “scottante”, quello della censura: il giornale ha mostrato come i video delle proteste di Hong Kong non apparivano nell’app, testimonianza di come il social abbia voluto ridurre la diffusione delle rivolte.

Il futuro di TikTok

Nonostante i “lati oscuri”, il social ha suscitato ben presto l’attenzione di giovani e adulti, diventando un “must have”. Non possiamo dire se, e come, TikTok sopravvivrà al futuro, ma quello che è sicuro è che vale davvero la pena provarlo per dare libera espressione alla propria immaginazione. Buon divertimento!