I manifesti turistici italiani dei primi del Novecento.
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I manifesti pubblicitari si diffusero in Italia agli inizi del ‘900: fra questi costituivano una categoria particolare, e per noi oggi molto suggestiva, quelli relativi alle vacanze turistiche.
Proprio in questo periodo infatti le località della penisola cominciarono a registrare forti flussi di stranieri che venivano a visitare “Il bel Paese”, tanto che il turismo aveva già un peso importante sulla bilancia commerciale italiana.
Per questo, sul finire della prima guerra mondiale, il governo fondò l’ENIT, ovvero l’Ente Nazionale per l’incremento delle Industrie Turistiche, oggi chiamato Agenzia Nazionale del Turismo. Per promuovere le località turistiche italiane all’estero, l’Ente commissionava manifesti ai più grandi artisti dell’epoca. La ragione non era solo estetica, ma anche economica, in quanto l’utilizzo delle illustrazioni e dei prodotti artistici era allora meno costoso della fotografia.
Tra gli artisti più importanti che si possono citare come autori di manifesti pubblicitari c’è Toulouse-Lautrec, che in Italia fu tra i più celebri a realizzarne, prima per la lirica e poi per il turismo. Tra le altre firme delle campagne cartellonistiche si annoverano anche Arnaldo Musati, Elio Ximenes, Aurelio Craffonara, Marcello Nizzoli, Vincenzo Alicandri e Umberto Noni.
Ognuno di questi grandi artisti possiede uno stile proprio e personale che ha caratterizzato e valorizzato le diverse tipologie di manifesto e le diverse località turistiche rappresentate.
In linea generale si può notare come i colori siano quasi sempre sgargianti e poco realistici, con montagne arancioni e lande gialle ad esempio. Mentre a livello dei contenuti, ci sono differenze in particolare tra quelli precedenti o successivi e quelli invece dell’epoca fascista. Si può vedere come i primi sono più vivaci e ironici (ad esempio quello siciliano mostrato nell’immagine, che rappresenta un fico d’india con il berretto in testa), gli altri più seriosi e imponenti, come quelli di Pompei, Ercolano e L’Aquila. Questi ultimi, oltre alle finalità prettamente turistiche, si differenziano anche per l’intento propagandistico: quello di Ercolano ad esempio allude e promuove la campagna scavi avviata in quel periodo dal governo.
Insomma, questi manifesti pubblicitari rappresentano un concentrato di storia e di cultura, oltre che uno scorcio dell’Italia del ‘900 con le sue meraviglie in mostra.
 
Approfondimenti:
http://www.focus.it/cultura/storia/litalia-in-manifesto-le-pubblicita-turistiche-di-un-tempo?gimg=68816&gpath=#img68816