Google Broad Core Update: breve storia di un anno in chiave SEO

Il 1 agosto di quest’anno un aggiornamento dell’algoritmo di Google ha scatenato un terremoto sulle SERP e in tutto il mondo SEO.

Cosa è successo ad agosto?

Nel pomeriggio del 1 agosto l’account ufficiale del Google Search Liasion ha dichiarato il rilascio di un Broad Core Algorithm Update. A differenza di altri aggiornamenti, che intervengono su uno specifico aspetto, questo ha agito direttamente sull’algoritmo di base. Molto semplice quindi capire quale può essere stata la confusione che si è generata, vista anche la mancanza di dichiarazioni ufficiali e specifiche da parte di Google.

Le conseguenze dell’update

Come risulta dalle rilevazioni di SeoZoom fin da subito si sono registrate variazioni significative di traffico e di posizionamento. In un primo momento i siti più colpiti sono stati quelli del settore medico, ma John Mueller, Senior Trend Analyst di Google, ha respinto l’ipotesi che si trattasse – come è stato subito definito – di un “Google Medic Update”, ribadendo invece che il cambiamento avrebbe influito su tutti i settori. Ben presto anche brand storici hanno visto crollare il loro posizionamento sulle SERP, mentre altri siti meno autorevoli sono stati premiati.

Le dichiarazioni di Google

Vista la confusione generata, sia Denny Sullivan di Google Search Liasion, che John Mueller hanno cercato di fornire suggerimenti utili e chiarimenti ai webmaster. Sullivan dichiara che l’update ha toccato una combinazione di fattori, dunque suggerisce agli sviluppatori di concentrarsi sulla produzione di buoni contenuti, in particolar modo tenendo presente le linee guida per il quality rater. Mueller invece dichiara che la finalità di questi aggiornamenti è di garantire una maggiore qualità della ricerca e che, proprio per questo, è fondamentale che i SEO collaborino inviando i loro feedback.

Come sopravvivere a un core update

Il Search Engine Journal dà alcuni consigli su come affrontare al meglio un core update: in primis concentrarsi su “user intent, quality content, clean architecture e Google guidelines”, in secondo luogo non smettere mai di perfezionare il proprio sito, anche quando avrà raggiunto la prima posizione sulla SERP.

In generale Google ribadisce la sua intenzione di premiare la qualità dei contenuti e l’autorevolezza dei siti web in un determinato settore. Come è chiaro se si tengono presenti anche le Quality Raters Guidelines aggiornate nel luglio scorso, in cui viene sviluppato il principio dell’E-A-T (Expertise – Authoritativeness – Trustworthiness): i valutatori della qualità dei risultati della ricerca devono tenere presente la competenza di chi crea il contenuto, l’autorevolezza sia del creatore che del contenuto stesso, l’affidabilità del contenuto, del creatore e del sito stesso.

Quello di agosto 2018 è stato uno degli aggiornamenti più rilevanti dell’algoritmo da molto tempo. D’altronde si sa, per raccogliere bisogna prima seminare, con metodo e costanza. La strada è sperimentale per chi fa SEO… e non la si percorre senza inciampi!