Strutturare una newsletter
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Le newsletter sono strumenti di social media marketing molto diffusi: realizzate con un dispendio minimo di risorse offrono un utile servizio di pubblicità e marketing online attraverso l’invio periodico di e-mail ai propri utenti o clienti.
La newsletter deve offrire una panoramica generale di notizie e contenuti disponibili su un sito in un dato momento e per questo è necessario che abbia una struttura snella, ordinata e di facile lettura. Il formato migliore è ritenuto il “blurb format”, traducibile come “formato a sommario”, nel quale gli elementi sono disposti secondo un preciso ordine:

  • Un oggetto coinciso ed esplicativo, che dica perché non buttare la mail;
  • Un corpo della e-mail con un sommario di senso compiuto, che sintetizza il contenuto dell’articolo, un testo in linea con il piano editoriale e un link di approfondimento che rimanda al sito o a documenti in pdf.

L’oggetto dovrebbe essere breve, non solo per questioni di rapidità di lettura e completezza dell’informazione ma anche per dare la possibilità di inserire il brand name. Formulare una domanda nell’oggetto della mail è un modo efficace per catturare l’interesse del lettore. Anche promozioni a scadenza e countdown sono forti stimoli di marketing online perché creano nel lettore il senso di essere “a debito di tempo” e la necessità, pertanto, di dover passare all’azione quanto prima.
Il testo della nostra newsletter non deve essere eccessivamente prolisso, sebbene non esista una vera e propria lunghezza ideale, e deve contenere sempre un messaggio specifico, localizzato nella prima parte del corpo del testo, oltre che un eventuale link per aprire l’email nel browser. Ciò permette a utenti e clienti sia di condividere la newsletter (sui social media oppure in messaggi privati) sia di salvarla per poi consultarla in un secondo momento.
Anche la call to action, il momento in cui si chiede a chi legge di passare all’azione, deve essere chiara e ben centrata sui benefici; in genere si tratta di cliccare su un link per approfittare di un’offerta, prendere parte a un sondaggio o leggere un post. La call to action non è obbligatoria e va inserita solo se è coerente con l’obiettivo di pubblicità e marketing online che ci si è posto di soddisfare. Per contro, ogni newsletter deve contenere anche un link che porta alla pagina di cancellazione dalla lista e che deve essere sempre bene in evidenza.
Per concludere, qualche piccolo accorgimento volto a impedire che la newsletter finisca nella spam. I sistemi anti-spam leggono i testi e li confrontano con email già segnalate, utilizzando filtri che si basano su caratteristiche e parole comuni. Per evitare che la newsletter sia marcata come spam occorre:

  • non utilizzare nel soggetto della mail punto esclamativo, lettere maiuscole, parole inventate e termini come “gratis”, “gratuito”, “occasione”, e simili;
  • creare sempre mail HTML di alta qualità poiché i filtri anti-spam gradiscono un codice pulito;
  • evitare di inserire componenti attivi (javascript, ActiveX, plug-in) nel messaggio.
  • evitare di allegare file ma utilizzare, se possibile, link a file ospitati su un server web.
  • non includere riferimenti gratuiti a soggetti di spam quali farmaci, attività a sfondo sessuale o di trattamento dei debiti, a meno che tali argomenti non riguardano direttamente l’argomento della newsletter.

Curare il contenuto dei messaggi, trasmettere affidabilità e comunicare con utenti e clienti in maniera periodica: agendo in questo modo, attraverso la newsletter si potranno porre solide basi per una pubblicità e un marketing online fruttuosi!
 
Fonti:
http://www.e-mailmarketinglab.net/pdf/ideare-gestire-una-newsletter.pdf
http://cpiub.com/2014/06/come-scrivere-una-newsletter-efficace/
http://www.dreamgroup.it/evitate-i-filtri-anti-spam-e-siate-educati/