SEO 2016: la tendenza è contenuti di qualità e attenzione ai Social!
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Il 2015 si è chiuso con una certezza in ambito web: il SEO specialist è stata una delle 10 figure professionali nel settore digitale più richieste in Italia. Ma l’attività SEO, lungi dall’essere un vademecum di regole fisse da seguire, è un’attività molto complessa e articolata, è un percorso che deve tenere conto di numerosi fattori. Tanto che – almeno idealmente – non basterebbe una sola figura per un lavoro davvero efficace, come ci spiega questo articolo che enumera tra i vari specialisti coinvolti dalla SEO anche web developer, webwriter, social media marketer, conversion optimizer e marketing director.
Certo è che – se non sempre effettivamente tutte queste figure sono a disposizione, anche in ragione della dimensione dei progetti – la SEO si è evoluta nel tempo e per ottenere risultati nel posizionamento la semplice attività di individuare e distribuire keywords risulta superata e inefficace.
Poiché non è dato conoscere l’esatto funzionamento dell’algoritmo di Google responsabile del ranking dei siti, ci si deve basare su quanto Google stesso indica e su un lavoro di indagine indiretta, di deduzione insomma. Sulla base ad esempio di un’indagine di Searchmetrics sulle pagine meglio posizionate nel 2015, in questo interessante articolo si è provato a delineare le tendenze SEO 2016.
Se ne ricava una conferma: Google più che sulle stringhe di ricerca (le query), cerca di porsi dalla parte dell’utente, per comprenderne l’intento, in modo da proporgli quei risultati che siano più pertinenti. Per questo il contenuto, ricco, originale e completo intorno a un determinato argomento, è la chiave perché Google interpreti correttamente il nostro sito WEB e lo giudichi capace di soddisfare l’intenzione di ricerca dell’utente.
Ciò non significa che le parole chiave non sono più necessarie, ma che la loro individuazione è il seme da cui far crescere la “pianta” dei contenuti. Da qui l’importanza di una costante produzione di contenuto pertinente e rilevante, con testi di una certa lunghezza e piani editoriali curati e mirati, a partire da pagine istituzionali altrettanto centrate sull’intento comunicativo.
Anche la pratica di costruire una rete di link mantiene rilievo se letta in quest’ottica. Non si tratta più soltanto di dar vita a link artificiosamente creati o programmaticamente inseriti (ad esempio nelle directory), ma di lavorare perché l’apprezzamento dei nostri contenuti porti spontaneamente link e collegamenti al nostro sito, con l’innesco insomma di un circolo virtuoso.
Sorvoliamo per ora sull’aspetto – non meno determinante – dell’usabilità e della navigabilità dei siti che permettono la lunga permanenza dell’utente, nonché sull’importanza anche ai fini SEO di un’architettura razionale e trasparente dei siti WEB (su cui, per gli aspetti generali, abbiamo scritto in un nostro recente articolo).
Ci soffermiamo invece sull’aspetto social della SEO. Se il WEB ormai è sempre più integralmente Social, vista la pervasione di questi strumenti, e pur non essendoci un rapporto diretto fra SEO e Social, è innegabile che vi sia un legame fondamentale tra questi due aspetti dello stare online.
Che non ci sia un rapporto diretto, ma indiretto, significa che follower, condivisioni, like ecc. di un eventuale pagina o profilo social non incidono sull’apprezzamento di Google, ma che fattori come la reputazione social di un brand e il fatto che le piattaforme di cui si è dotato abbiano una vitalità social, innescano quello stesso circolo virtuoso di cui parlavamo sopra per i link: generano collegamenti e traffico, e quindi autorevolezza agli occhi esigenti di Google, sempre che la strategia SEO sia stata impostata in modo efficace.
Correlato a questo argomento infine anche tutto quello che riguarda il mobile, sempre più protagonista con il dilagare dei Social. Anche qui occhio a siti responsive, usabilità, navigabilità e tempi di caricamento.
Se dovessimo scegliere su cosa puntare per una buona SEO in questo 2016 diremmo contenuti di qualità, per fare un corretto uso della semantica applicata alla SEO. Buon lavoro, allora!
Fonti: