Struttura di un sito con WordPress: gli elementi principali.
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Nel corso del nostro blog abbiamo più volte parlato di WordPress: dei suoi vantaggi, di come permette di creare strutture ordinate e prevede plugin che rendono facile l’ottimizzazione e l’indicizzazione da parte di Google e gli altri motori di ricerca SEO,e di come sia uno dei CMS più utilizzati al mondo.

Funzione delle pagine in WordPress.

Se i “benefici” di questo CMS sono indiscutibili, entriamo un po’ più in profondità, analizzando le sue principali funzionalità per creare la struttura di un sito. L’elemento base per strutturare un sito web su WordPress è la pagina, lo spazio destinato ai contenuti che resteranno invariati – molto probabilmente – a lungo. Le pagine di WordPress vengono generalmente utilizzate per contenuti come la presentazione di un’azienda, della sua mission e dei suoi servizi, per le condizioni d’uso, le note legali o il form di contatto.
Le pagine possono essere strutturate secondo una classificazione “madre” e “figlia”. Le pagine madre contengono una o più sottocategorie, per l’appunto le pagine figlie. Questa divisione serve a rendere più fruibile il percorso per l’utente e a migliorare l’organizzazione e la gerarchia dei contenuti.

WordPress: articoli, categorie e tag.

WordPress nasce per creare blog ed è quindi perfettamente “attrezzato” per strutturare i contenuti in articoli, ovvero post elencati in ordine cronologico. Gli articoli possono essere raggruppati per tassonomie (ovvero classificazioni usate per ordinare i contenuti).
Ad ogni articolo ne vengono assegnate di due tipologie: categorie e tag. Le categorie sono delle macroaree che servono per organizzare gerarchicamente gli articoli, mentre i tag sono etichette semantiche che forniscono all’utente il tema di quel determinato articolo. Categoria e tag permettono ai lettori di accedere in modo facile e intuitivo ai contenuti che più gli interessano.

I widget di WordPress.

Passiamo ora ad altre componenti importanti per il sito: i widget (all’interno della sezione “Aspetto”), attraverso cui modificare e personalizzare la sidebar.
La scelta dei widget è del tutto personale, ma i widget devono riuscire ad attirare l’attenzione del fruitore e aiutare ad aumentare le conversioni. A titolo esemplificativo ecco alcuni widget utili:
– Cerca: per gli utenti il box “cerca” può essere molto utile per arrivare in modo immediato alle informazioni di cui hanno bisogno.
– Social: un elemento fondamentale è il collegamento con i Social, quindi ricordatevi di creare badge che collegano il vostro sito alla vostra pagina Facebook, al vostro profilo Twitter e così via.
Newsletter e form di contatto: widget utili per le conversioni sono l’iscrizione alla newsletter o l’inserimento di un form di contatto.

Personalizzazione del sito e della sua gestione: dashboard e plugin.

Le personalizzazioni di WordPress sono pressoché infinite: con il solo utilizzo della dashboard è definibile ogni minimo particolare e funzionamento del proprio sito web. Per esempio si può decidere quali utenti autorizzare nella pubblicazione degli articoli, oppure come gestire i commenti nel blog, o ancora quali temi grafici impiegare.
I livelli di personalizzazione sono diversi e per implementare un sito web si può ricorrere anche all’utilizzo dei plugin per funzionalità non comprese nel default del template.
Tra questi, hanno grande importanza i plugin finalizzati alla corretta strutturazione del codice lato SEO: come ad esempio il plugin Yoast che fornisce anche indicazioni sullo stato dell’ottimizzazione con i suoi “celebri” semafori, che non vanno certo presi con automatismo, ma come utili indicatori e strumenti di lavoro. Potrete così compilare title e metadescription, ottenere suggerimenti sull’ottimizzazione e sulla leggibilità dei testi.
Abbiamo analizzato in questo breve articolo solo le parti fondamentali di un ecosistema molto più complesso e articolato. Ma, come spesso si dice, “chi inizia è a metà dell’opera” e con questo ampio sguardo su WordPress potrete orientarvi tra le sue funzionalità principali.